.....EVANGELIO

 

Dal Giordano al deserto

Il battesimo

Giov.I. 6 Vi fu un uomo inviato da Dio. Il suo nome era Giovanni. 23 Egli disse:
«Io sono la voce di Colui che grida nel deserto: Raddrizzate le vie del Signore, come ha detto il profeta Isaia».
Mc.I. 7 E proclamava altamente:
«Viene dopo di me Colui che è più forte di me, al quale io non sono degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei sandali.
8 Io vi ho battezzato con acqua ma Egli vi battezzerà nello Spirito Santo».
Mt.III. 13
Allora Gesù, dalla Galilea, si recò al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato. 14 Ma questi vi si opponeva dicendo:
«Sono io che ho bisogno di essere battezzato da Te e Tu vieni da me?»
15 Ma Gesù gli rispose: «Sia così ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia».
Allora Giovanni lo lasciò fare. 16 Gesù appena battezzato, salì fuori dall’acqua: ed ecco i Cieli si aprirono ed Egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di Lui. 17 Ed ecco una Voce dai Cieli che disse:
«Questi è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto».

 



Pietro Vannucci detto il Perugino, Battesimo di Cristo -  1490-1500, Kunsthistorisches Museum, ViennaGiovanni Battista doveva “preparare” le Vie del Signore; il suo compito ancora oggi non è stato ben capito.
Lui era il precursore e la Voce che gridava e che grida tutt’ora nel deserto.
Non solo il deserto in senso letterale dove lui aveva vissuto, preparandosi alla sua missione, cibandosi di miele selvatico e di locuste, ma il vero deserto, l’aridità delle anime che vivevano senza conoscere l’Amore (essendo in atto la Legge del Taglione). Erano dimentiche della loro Origine divina.
Sì, lui era “LA VOCE” che doveva essere “strumento” per LA PAROLA – il Verbo – Il Cristo Dio e la Sua Legge Nuova, la Legge dell’Amore e del “Porgi l’altra guancia”.
Il Battista aveva il compito di umettare, approntare e purificare il terreno indurito delle Anime per la nuova semente cristica che, solo con la Potenza del Fuoco-Amore avrebbe dato frutto.
La Parola dunque si è manifestata e la Voce è entrata nel Silenzio (“Bisogna che Egli cresca e che io diminuisca.” Gv. 3, 30) e Giovanni è stato decapitato.
Ecco il Battesimo d’acqua somministrato unicamente a chi, guidato da una volontà ferrea vuole cambiare vita.
Immersione – morte del vecchio e rinascita in una veste nuova e candida.
Ma come accennato sopra, l’acqua non è sufficiente per far nascere una pianta, ci vuole il Sole, ed ecco il Cristo, sublime Esempio d’Amore che porta a noi tutti il Battesimo di Fuoco, e la parabola per la salvezza dell’Umanità è compiuta.




 

Gesù è tentato

Mt. IV. 1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.
2 E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.
3 Ed il tentatore, accostatosi, gli disse:
«Se tu sei il Figlio di Dio, dý che queste pietre diventino pani».
4 Ma Egli rispose: «Sta scritto: «L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
5 Allora il diavolo lo menò nella santa città; e lo pose sul pinnacolo del Tempio
6 e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù poiché è scritto: «Darà ordini per te ai suoi angeli; ed [è scritto]: sulle loro mani ti porteranno, perché non inciampi il tuo piede contro una pietra».
7 E Ges¨ gli disse: «╚ scritto pure: Non tenterai il Signore, Dio tuo».
8 E di nuovo il diavolo lo menò su una montagna altissima e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria. E gli disse:
9 «Tutto questo io ti darò se cadendo [ai miei piedi] ti prostrerai davanti a me».
10 Allora Gesù gli disse: «Ritirati satana! poiché è scritto: Adorerai il Signore Dio tuo ed a Lui solo renderai culto».
11 Allora il diavolo lo lasciò. Ed ecco che gli angeli gli si accostarono e lo servivano.


 

— Perché il Cristo si sottopose al Battesimo e che significato hanno le tentazioni nel deserto?

Gustave Dore' - Le tentazioni di Cristo nel deserto Il tempo è giunto; il Cristo inizia la propria missione. Per iniziare la stessa necessita compiere il primo atto, il legame intrinseco fra l'umanità tutta e la Legge, il Battesimo.
Il Cristo, Lui, l'Inimitabile, l'Inconfondibile entra nelle acque del Giordano e si offre al Battista per ricevere l'acqua lustrale. «Tu pure?», ricordate l'interrogativo di Giovanni!
Sì, anche il Cristo, poiché per l'umanità Egli deve essere un esempio dall'inizio alla fine della missione. Questa missione si chiude con una cena, si apre con un digiuno. Questa missione si chiude fra gli uomini; si apre, si inizia, sboccia dalla solitudine, dalla meditazione.
Uscito dalle acque del Giordano, il Cristo si ritira nel deserto; Egli, che fino allora era vissuto fra i muratori di Nazareth, fra i pastori dei campi opimi fiancheggianti il Giordano, pone fra costoro e la Divinità il deserto. Egli si ritirerà là ove la terra non genera spiga, non genera fonte, dove solo serpi e rovi nascono e si perpetuano.
Il Cristo avrà per compagni le bestie e gli spiriti degli Angeli. Egli dovrà trasformare in angelo una di queste bestie, l'uomo. Se costui non saprà dominare la materia, discenderà sotto il livello di ogni altro animale; se vincerà, assurgerà fino agli Angeli, fino al Padre.
Entra il Cristo nella solitudine, nel silenzio. Chi fu che disse: «temi la solitudine?» Fu colui, certamente, che temeva la propria coscienza, che temeva che le azioni compiute si ripercuotessero su di lui, quando nessun umano, quando cioè nessun altro essere prevaricatore come lui, poteva porgergli aiuto, poiché sentiva di non meritare l'aiuto dell'Eterno.
Il silenzio è il linguaggio dell'Infinito; la solitudine nei suoi profondi silenzi rivela ciò che di sostanziale havvi nella natura; pone a contatto, questa solitudine, con coloro che sconoscono ormai la materia, pone in condizione di poter essere da questi spinti guidati; pone in condizione di osservare da lungi quella umanità che può averci nuociuto in guisa tale da considerare l'offesa in ben differente forma, talché si debba giungere al perdono, al dimenticare.
«40» anni il popolo ebreo, rappresentante figuratamente il Cristo, errò pel deserto prima di poter entrare nel promesso regno dell'Eterno;
«40» giorni Mosè rimase a contatto con l'Eterno per poter ricevere quelle Leggi che l'Eterno voleva fossero promulgate agli umani;
«40» giorni Elia il profeta errò pel deserto sfuggendo la perfida regina.
Il «40» quindi si ripeteva necessariamente per il Cristo che doveva pur Esso iniziare un nuovo movimento. Erano per il Cristo «40» giorni di ammaestramento, «40» giorni di rinuncia, «40» giorni di umiliazione concludentisi nella triplice vittoria di Cristo su Satana.
Quando Satana ritenne che il Cristo avesse fame, fame fisica, egli Lo tentò: «Trasforma in pani queste pietre e sfamati». Ricordate voi pure la risposta del Cristo: «L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola del Signore». Successivamente il Cristo fu tentato da Satana che Gli offriva tutti i regni della terra. «Ama il tuo Iddio e servi Lui solo», fu la risposta del Cristo. La terza tentazione quando Satana invitò il Cristo a dare prova della propria divinità: «Se sei figlio di Dio, gettati da questa rupe». «L'Eterno non va tentato; vade retro Me, Satana».
Con questo movimento, con la propria andata nel deserto, il Cristo porta all'umanità un raggio di luce, un perpetuo raggio. All'inizio di ogni opera, di ogni missione, l'individualità deve prepararsi spiritualmente, deve purificarsi nella rinuncia e nell'umiltà. Purificatasi, la materia può rinunciare alle stesse quotidiane necessità, poiché sarà sostanzialmente alimentata né potrà perire.
Il Cristo ritornerà così fra gli umani dopo essere rimasto a contatto col Padre, né sarà questa la sola volta che Egli si allontanerà dalle masse.
È necessario correggere un errore del rito: il Cristo non si è ritirato nel deserto per pregare, poiché Egli si sarebbe trovato, in solitudine, di fronte al proprio Sé trino e uno: Egli avrebbe pregato Se Stesso. Egli si è ritirato per ammaestrare. Né si è ritirato per digiunare fisicamente, perché il Cristo non aveva nessuna umana necessità. Satana ritenne che Egli potesse aver fame fìsica. Quando il Cristo sentì questo stimolo, era stimolo sostanziale, era fame di amore, fame di carità; Egli sentiva il bisogno di donare, di cibarsi di questa manifestazione di amore, di questo donare. Satana, quindi, non giunse a concepire la potenzialità dell'amore. Anche questo è un altro insegnamento che giunse alle folle: chi avrà fede, chi in questa fede si macererà, chi nella rinuncia e nell'umiltà si macererà, conquisterà una tale potenzialità sostanziale da consentirgli di vincere ogni necessità, ogni desiderio della materia.
Voi, anime care, potete quotidianamente ritirarvi nel deserto: create il vuoto attorno a voi, staccatevi dalle umane superficialità, staccatevi dalla materia rientrando nella Realtà potenziale. Così, postivi a contatto col Padre che vi ha partoriti, analizzate l'ieri vostro, l'oggi vostro, e iniziate un purificatore digiuno perché la via che intraprenderete nel vostro domani non abbia più la stessa afosità che è stata nell'ieri, che è nell'oggi.

Tratto da Scintille dall'Infinito, vol. I pagg. 94-95.



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