Il secondo ammaestramento riguarda la Sua potente invettiva al luogo
Santo: “Tempio maledetto, di te non rimarrà più
pietra su pietra” ed infatti nel 70 d.c. lo stesso fu raso al
suolo dalle soldataglie romane di Tito.
I sacerdoti rinbeccarono:
“Come, questo tempio è stato costruito in quarantasei
anni e tu dici: Abbattetelo ed Io ve lo ricostruirò in tre
giorni soltanto?”
Ecco il punto: il Cristo che aveva cacciato i mercanti e gli usurai
non intendeva che l’investitura fosse materiale, bensì
sostanziale e mistica (vedi Chiesa Mistica e del Rito).
E’ chiaro che Gesù si riferisse al Tempio dello Spirito
che è il corpo e che solo chi avrebbe avuto “orecchie
d’anima”, avrebbe potuto intendere!
A Lui interessa solo il lato profondamente spirituale delle cose e
non l’argomentazione limitata e costretta delle questioni umane.
Per
concludere l’Ultrafania così ammonisce sul "significato
sostanziale dell'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio e
della maledizione scagliata dal Cristo sul Tempio stesso (Gv. 2, 13-15)"
"Il Cristo sale il colle verso il Tempio; già altra volta
Egli aveva salito la collina trascinato dalla mano materna per portarsi
là ove, Gli dicevano, dimorava l'Eterno, là dove l'Eterno
attraverso i sacerdoti distribuiva l'amore. Il Cristo questa volta
non saliva più verso il Tempio accompagnato dalla Madre, da
questa trascinato, ma accompagnato dalla turba dei Suoi poveri e questi
da Lui trascinati. Entrò nel primo cortile ove gli ebrei trafficavano
l'oro, ove si trafficavano gli animali, ove si contrattavano affari.
Era un vociare, un tintinnar di monete, un cercar lucro, ognuno dimentico
che oltre il cortile eravi la casa sacra, quella casa che avrebbe
dovuto essere la dimora dell'Eterno. Osserva nauseato tutto ciò
il Cristo, addita ai suoi poveri, frementi, coloro che il Tempio e
la fede prostituivano, trasformando il primo in quella che il Cristo
definì una spelonca di ladri, trasformando la seconda in un
elemento capace di ridare in qualche modo una pace alla propria coscienza.
Il
Cristo dà di piglio ad un pezzo di ramo, prende da terra della
corda che era servita per la mercanzia di qualche mercante, ne forma
« 9 » corregge, le lega assieme, le assicura al legno,
quindi, con veemenza, scagliandosi sul più vicino negoziatore
di moneta, manda all'aria il suo banco e percuote l'uomo con la frusta
e le percosse si ripetono sugli uni e sugli altri mentre dalle Divine
labbra usciva la invettiva contro coloro che il Tempio avevano trasformato
in un mercato, contro coloro che, anziché adorare l'Eterno,
adoravano Mammona. I Suoi poveri Lo aiutavano nella bisogna e questa
veemenza di amore ottenne per risultato la fuga dei mercatori.
Dopo di ciò il Cristo disse: «Tempio maledetto, di te
non rimarrà più pietra su pietra». E seguito dai
Suoi riprese la via della discesa.
Taluno fra voi Mi ha chiesto come mai il Dio d'amore, di bontà,
di giustizia ha potuto percuotere un umano, lanciar contro questi
invettive e contro il Tempio lanciare la maledizione. Ecco, amici,
ancora una volta, gli umani considerare le espressioni e i movimenti
in base ad un umano pensare, ed ecco nuovamente la logica vostra interporsi
fra voi e la Verità, talché questa non può giungere
all'io vostro.
Esaminiamo la prima parte del movimento: il Cristo scaccia i mercatori
dal Tempio perché il mercatore rappresenta colui che della
fede si fa falso schermo, che nella fede trova ipocrita alleata, che
dalla fede delle masse trae vantaggio, colui, cioè, che copertosi
di candida veste, opera satanicamente ed è Satana che il Cristo
ha cacciato dal Tempio, ed è il sacerdote di allora che il
Cristo ha bollato con rovente parola come l'essere necessario al mercatore
perché possa trar profitto e profitto abbia a lasciare al sacerdote.
Esaminiamo il secondo movimento: la maledizione contro che cosa? Contro
quella che avrebbe dovuto essere la casa del Padre Suo. « Tempio
maledetto, di te non resterà più pietra su pietra »,
e furono le soldataglie conquistatrici romane quelle che si assunsero
il compito di distruggere il Tempio. Ora il colle è glabro;
poche vestigia restano ammonitrici per l'umanità, mentre la
parola del Cristo si è trasformata in azione compiuta nel vero
tempio.
L'umanità, che di questo movimento cristico non ha raccolto
l'essenza, continua a mercatare nei templi che altri sacerdoti han
costruiti e sui sagrati protetti dall'ombra di essi. Sorgete! Imitate
il Cristo, afferrate la frusta! Sia essa di nove corregge; colpite,
distruggete, riportate fra le genti la parola del Cristo nel suo vero
intrinseco significato. Non distruggete i templi con la violenza come
fecero le legioni romane, distruggeteli con la parola di amore, distruggeteli
con l'opera di carità, distruggeteli incendiandoli con il fuoco
di una fede inestinguibile. Salite voi pure l'erta del colle, ognuno
di voi si trascini i propri seguaci, ognuno di voi senta il richiamo
del Padre, percepisca la missione da Esso affidatagli ed operi in
letizia contro tutti i prevaricatori, contro le ipocrisie del rito,
contro coloro che, sepolcri imbiancati, passano a voi vicini, scheletri
fetidi coperti di candido mantello.
Andate, vi do la fiaccola che incendia; tenetela accesa, essa si nutre
con l'olio della fede."