Pasqua
1932
La Mia voce giunge da oltre il tempo e lo spazio; è voce universale
che parla a tutto il mondo e resta vera in ogni tempo. Perché
la Verità non può mutare se guardata da una nazione o
da un’altra, da una razza o da un'altra; perché l'anima
umana è ovunque la stessa, se guardata nella sua profondità.
Io vengo a voi, oggi, nella Pasqua, sopratutto per illuminare e per
confortare, poiché voi siete immersi in un'ondata di dolore.
Voi la chiamate crisi e la giudicate crisi economica; ma Io vi dico
che essa è crisi universale, crisi di tutti i vostri valori morali,
di tutte le vostre grandezze; Io vi dico che è crollo di tutto
un mondo millenario e che la crisi è sopratutto nelle vostre
anime, crisi di fede, di orientamenti, di speranze. Vertiginoso momento
di grandi maturazioni.
Io vi porto speranza, orientamento, pace. Io parlo oggi ad ognuno la
parola della verità e dell'amore, parola che voi più non
conoscete, per ricondurvi alle origini millenarie della fede con l'intelletto
nuovo della vostra scienza. Nel giorno della resurrezione Io vi ripeto
la parola della resurrezione, perché voi comprendiate il dolore
e superiate gli angusti confini della vostra vita.
Ad ognuno Io parlo con voce commossa nel silenzio sacro della sua coscienza.
Tu, che leggi, appartati un momento dall'inutile fragore del mondo ed
ascolta. La Mia voce non ti giungerà attraverso i sensi, ma da
questa lettura la sentirai nella lingua della tua personalità
affiorare dentro di te. La Mia voce non giunge come tutte le cose dall’esterno,
ma sorgerà in te, per vie inusitate, come cosa tua, dalla divina
profondità che è in te e in cui Io sono.
L'universo è infinito e Io vengo di lontano, attratto dal tuo
dolore. Nessuna cosa tanto mi attrae come il dolore, perché solo
nel dolore l'uomo è grande e si purga e si redime, avviandosi
verso più alti destini. È triste colpirvi così,
ma solo soffrendo potete capire la realtà della vita. Esulta,
perché questo è lo sforzo della tua resurrezione. A chi
soffre Io dico: « Coraggio! Tu sei un decaduto che nell'ombra
riacquisti la perduta grandezza ». Giusta reazione della Legge
da voi liberamente violata, che impone il ritorno all’equilibrio,
e strumento di ascensione, il dolore vi indica la via smarrita, vi impone
di riaprire l'anima, chiusa dalle facili gioie che purtroppo vi accecano,
a gioie più alte e più vere, è forza che v'impone
di riflettere e di ritrovare in voi stessi la Verità dimenticata,
è imposizione di nuovo progresso. Abbraccia con gioia questo
grande lavoro chi ti chiama a realizzazioni più vaste. Se non
vi fosse il dolore, che vi forzerebbe ed evolvere verso forme di vita
e di felicità più complete?
Non ribellarti, ma ama il dolore. Esso non è vendetta di un Dio,
ma è fatica impostavi per una conquista vostra. Non maledire
ma affrettati a pagare il debito voluto dall’abuso di questa libertà
che Dio ti dette perché fossi cosciente. Benedici questa forza
salutare che superando le barriere umane, senza distinzione varca tutte
le soglie, nel segreto penetra e colpisce e comanda e dispone e da tutti
sa farsi comprendere. Abbraccialo, amalo il dolore, ed esso perderà
la sua forza. Accetta la necessaria scuola di ascensioni. Se ti rivolterai,
la tua forza nulla potrà contro un nemico invisibile e la violenza
ricadrà su di te più violenta di ritorno.
Coraggio! Ama, perdona e risorgi. Non cercar negli altri la causa del
tuo dolore ma in te stesso, e battiti il petto. Ricordati che il dolore
non è eterno, ma è solo una prova che dura finché
non è esaurita la causa che lo ha generato. Il tuo dolore è
pesato e non andrà «mai» oltre le tue forze. Il mondo
è creato per la gioia e alla gioia tornerà. Dall'altra
sponda altre forze ti vegliano e ti tendono le braccia, più ansiose
di te della tua felicità.
Ho parlato con cuore all'uomo di cuore. Parlerò ora all'intelligenza.
Voi uomini siete liberi nelle vostre azioni, ma non nelle conseguenze
loro. Padroni di seminare gioia o dolore sul vostro cammino, non padroni
di alterare l'ordine della vita. Potete abusare, ma se abuserete il
dolore reprimerà l'abuso. Di ogni vostro male voi seminaste le
cause.
Il più grande errore dei vostri tempi è di ignorare il
fatto morale, intimo orientamento della personalità, che è
il fondamento della vita sociale.
L'uomo di oggi si accosta al suo simile per prendere non per beneficare.
La vostra, che è civiltà economica, si basa sul principio
del « do ut des » che è la psicologia dell'egoismo.
È la forza economica, sempre la forza che regge il mondo. La
psicologia collettiva non è che la somma organica di tali psicologie
individuali. La ricchezza si accumula dove la forza la attrae, non dove
il bisogno e superiori esigenze la richiedono. Non è mezzo per
una vita di giustizia e di bene ma strumento di potere e fine a se stessa.
La legge di equilibrio è continuamente violata e impone reazioni.
Voi non dominate la ricchezza per fini più alti, ma la ricchezza
domina voi.
Lavorate, ma lo scopo del vostro lavoro non sia il vostro vantaggio
isolato ed egoista ma quello di dare un frutto nell'organismo sociale;
allora solo si formerà quella psicologia collettiva che è
la sola base stabile della società umana.
Beneficate ma ricordate che il povero non vuole tanto il superfluo delle
vostre ricchezze, quanto vuole che scendiate fino a lui, con lui dividiate
il suo dolore e magari lo prendiate voi invece di lui. Venerate il povero;
egli è il ricco di domani. E compiangete il ricco; egli è
il povero di domani. Tutte le posizioni tendono ad invertirsi perché
l’equilibrio resti costante. La ricchezza tende verso la povertà
e la povertà verso la ricchezza. Guai a chi gode e beati coloro
che soffrono. Questa è la Legge.
Non vi fidate del mondo che riderà con voi finché avete
forza e benessere, ma credete in Me che vengo quando soffrite per darvi
aiuto e conforto. Oggi vedete che il dolore esiste e che non basta scetticismo
o umano potere per allontanarlo.
Questo è il radicale cambiamento che deve avvenire nella società
umana: che la vita cioè non sia un atto di conquista, dove trionfa
il più forte o il più scaltro, ma un atto di bontà
e di saggezza ove trionfa il più giusto. Voi, scrutando con la
vostra scienza, troverete in fondo alle cose questa suprema Legge di
equilibrio che vi governa, e imparerete che la bravura della vita non
sta nel violare quella Legge seminando per voi reazioni di dolore, ma
sta nel seguirla seminando effetti di bene; voi dovete imparare finalmente
a capire che il vincitore non è il più forte - esso è
un violatore - ma è chi segue cosciente il corso delle leggi
e si equilibra senza violenza in seno alle forze della vita. Le religioni
hanno rivelato e non avete creduto, la scienza dimostrerà e non
vorrete vedere. Il momento è maturo. Guai a voi se, in tal trionfo
di civiltà materiale, vorrete ancora restare al livello del bruto.
Il mondo è maturo. Ma è stanco di tentativi e di esperimenti
e dell'insolubile groviglio dei vostri espedienti; è stanco di
vivere del momento, di fronte a un domani pieno di incognite; ma vuole
seriamente prevedere e risolvere i grandi problemi della vita, vuole
francamente guardare all'avvenire anche se ciò richieda molto
coraggio. Il mondo ha bisogno non di nuove astuzie per le vecchie vie,
ma della parola semplice e forte della Verità. Il mondo la attende
con avidità, la attende il momento storico. La psicologia collettiva
ha il presentimento confuso di un grande mutamento di direzione; sente
che la mente umana, non più bambina, sta per prendere le redini
della vita del pianeta, che all'equilibrio istintivo e cieco delle leggi
biologiche l'uomo sta per sostituire un equilibrio cosciente e voluto.
Cerca quindi la luce perché la sua potenza non naufraghi nel
caos. Presto finirà la vostra psicologia sperimentale e sarà
sostituita dalla psicologia intuitiva che porterà la vostra scienza
immensamente più lontano. Uomini nuovi divulgheranno la Verità,
non più martiri sanguinanti, non anacoreti come una volta, ma
uomini di concetto e di fede, che lanceranno il pensiero con i modernissimi
mezzi, uomini che daranno l'esempio in mezzo al turbine della vostra
vita.
Spezzate la ferrea gabbia che il passato vi ha fatto e in cui più
non vi è spazio per voi; osate, uscendo dai vecchi sentieri,
ma non osate pazzamente, dove non c'è nulla da osare; osate verso
l'alto e non oserete mai troppo. Dal gran mare delle forze latenti,
che voi non vedete, una grande ondata solleverà il mondo.
Intanto abbiate fede. La vostra crisi, se è crisi profonda e
dolorosa, partorirà l'uomo nuovo del terzo millennio. Per curarla
intanto ricordate che essa è male di sostanza, che non si cura,
come cercate, correggendo la forma. Per risolverla è necessario
affrontare il problema nella sostanza e la sostanza è l'uomo,
la sua psicologia, la sua anima, là dove è la motivazione
delle sue azioni, la sorgente prima degli eventi umani. Qui è
la chiave dell'avvenire.
Il vostro ciclo più volte millenario di civiltà sta per
esaurirsi; voi lo dovete riprendere ad un livello più alto, viverlo
più profondamente non solo credendo ma anche « vedendo
».
Guai a voi se, assurti al dominio del pianeta, non dominerete la macchina,
la ricchezza, le vostre passioni con uno spirito puro.
Siete liberi e potete anche retrocedere. In questo scorcio di secolo
si decide del terzo millennio. O vincere o morire: e la morte questa
volta è la morte peggiore perché è morte di spirito.
A tutti Io dico: «Risorgete con la Mia risurrezione».