...Io vi saluto,
faccio seguito al discorso iniziato prima dal mio mezzo, quando parlava di carità verso tutti i fratelli che vi sono vicini, quindi del vostro prossimo.
Carità vuol dire manifestazione del cuore, significa espansione del vostro organo vitale in emanazione verso i fratelli che soffrono e che possono venire aiutati dalla vostra emanazione.
Carità vuol dire amore perché l’espansione del vostro cuore, in donazione, diventa amore, diventa elemosina. Tutto quello che avrete dato riceverete e nello scrigno celeste troverete tutto quello che avrete donato sulla terra.
Ogni volta che la vostra proiezione d’amore, di pensiero e di azione, nei confronti di altri fratelli, sarà veramente altruista, senza nessuna ricompensa, ne gratifica, allora si che vi farà ricchi, di una ricchezza che non potrà mai avere fine.
Ecco un sistema immediato per depositare ricchezze nella Banca Celeste dove, come Gesù dice: “Non c’è ruggine, non c’è tignola, non ci sono ladri…” (Mt.VI, 19-21) dove il vostro tesoro resta intatto, incorruttibile e aumenta sempre di più, centuplicato dal Padre che è la Ricchezza Eterna!
Se questa condizione fosse sentita da tutta l’umanità, allora non ci sarebbero guerre, né omicidi, egoismi e brutture, perché ognuno di voi, facente parte del genere umano, avrebbe donato tutto agli altri. È naturale che se ciascuno donasse tutto se stesso agli altri e questi facessero la medesima cosa, ci sarebbe uno scambio mutuo fra tutti i popoli della terra. La pace regnerebbe all’insegna di Gesù il Cristo e ognuno si troverebbe in una posizione serena e tranquilla, e il cammino spirituale risulterebbe più spedito.
...Questo cammino però viene bloccato dai vari egoismi e interessi personali.
Voi umani siete soliti dire: “Mors tua, vita mea” (morte tua, vita mia); vi sentite staccati da chi soffre, da chi muore, da chi langue in un letto d’ospedale perché in quel momento trovate una differenza nello star bene, nel godere ottima salute… e nel confronto, vi sentite una forza che, stoltamente credete, non dovrà mai finire.
Ma tutte le situazioni umane, quando la Legge impone, potrebbero mutare e allora i moribondi salterebbero su con vigoria giovanile e chi si fosse sentito in forma potrebbe cadere giù affranto e dolorante. Ma questo è un pensiero che non vi tocca!… Quando il fratello soffre, in quel momento stesso voi non soffrite, e non solo non soffrite, ma vi compiacete del vostro star bene, della vostra opulenza o ricchezza dimenticando ogni condizione degradante, abbietta, misera all’occhio del mondo, come se fosse qualcosa di estraneo a voi, come se un privilegio vi avesse coperto di un manto dal quale non dovreste uscire più.
...Qual è la Realtà? Analizzate quanta stoltizia nella mente umana, quanta grettezza di pensiero, quanta chiusura e aridità di cuore!
Io parlo generalmente per la massa involuta che copre il vostro pianeta, non parlo di voi perché ognuno di voi sa in quale posizione di coscienza e in quale scalino evolutivo si trova e sa anche come fare per poter ascendere sempre di più.
Ora, voi che siete dei chiamati, cercate di essere degli eletti! Tutti voi siete stati chiamati RIPETUTAMENTE! DICO RIPETUTAMENTE DAL PADRE CHE VI HA MESSO ALLA PROVA, E VI METTE ALLA PROVA CONTINUAMENTE affinché il vostro piede prenda forza e SALGA LO SCALINO! Piuttosto che inciampare e rotolare giù nell’abisso, Egli vi chiama e vi dice: “QUESTO È IL MOMENTO! ASCENDI!
Il Padre mostra agli occhi di tutti i chiamati esempi di Santi, esempi di uomini che hanno saputo, con la saggezza dei vecchi, operare mettendo la vigoria dei giovani.
Ma quando un fratello chiamato e richiamato non ascolta, si tappa le orecchie… è come voler dire al Divino Genitore: “Non mi chiamare in questo momento… ho da fare, non ho tempo! voglio seguire le strade del mondo, Tu non mi alletti Padre, Tu non mi commuovi, Tu non mi addolcisci!”; è come disconoscere, come rinnegare la figliolanza, come ripudiare il Padre Celeste mettendolo fuori dal vostro sentire.
...Anime care, questa è bestemmia, è bestemmia perché la vostra conoscenza non vi permette di bestemmiare! Siate clementi però con chi bestemmia nell’ignoranza; siate comprensivi per chi si agita per le strade del mondo e non conosce la Strada che porta a Dio; siate indulgenti con chi non sa… Gesù stesso chiese al Padre di perdonare quelli che non sapevano e che non sanno.
Ma se voi sapete che gli altri non sanno… sapete di sapere! Questo e’ il grave! Allora, il discorso è molto chiaro, se sapete di sapere, diventate responsabili perché, come già vi dissi: “non si possono servire due padroni”. Adesso vi ripeto che la Via Maestra è quella della Rinuncia, dell’Altruismo, della Sofferenza che da Gioia se accettata con Fede, con Sopportazione e con autentica presa di Coscienza. È la Madre dilettissima, Maria, che sicuramente vi illumina il Cammino!
...Seguite le orme incancellabili dell’Esempio del Cristo, che ha lasciato per voi tutti nel tempo, e certamente entrerete nella Porta Argentea che si schiuderà al vostro passaggio. Quando avrete messo a punto tutti i requisiti, il Signore vi accomunerà in una fusione meravigliosa, in un abbraccio solo. Così entrerete nell’Unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

...Quando gli alunni seguono un corso di lezioni per tutto un anno, arrivano poi all’esame finale, chiamato anche prova.
La prova dunque non è altro che il risultato di un anno di studi. Ogni giorno l’allievo mette un fiore nel suo cesto. Ogni conoscenza è un fiore delicato che viene riposto nello stesso. La CorbeilleQuando il tempo sarà trascorso ci sarà la prova e ogni allievo porterà la sua corbeille piena di splendidi fiori. Ma se durante l’anno scolastico, l’allievo coglie soltanto qualche fiore raramente, alla prova finale, si troverà col cesto semi vuoto e il risultato, senza dubbio, non potrà essere dei migliori.
Siate degli allievi che giornalmente attraverso l’insegnamento e l’Ammaestramento possano cogliere i fiori profumati della saggezza, della bontà, dell’amore, della misericordia, della carità, dell’umiltà, della donazione, della fratellanza, della partecipazione, della compartecipazione, della sopportazione, della sofferenza, del dolore, delle amarezze. Tutto ciò agli occhi del Padre diventerà un florilegio splendido e olezzante, che voi e tutta l’umanità, alla fine del corso dovrete portare e offrire.
...Ma se nel cesto, durante il Cammino, per vostra insipienza, metterete tra i fiori profumati un’assafetida, questa, alla fine dell’anno, maleodorante, invaliderà la prova. Quel fiore puzzolente annullerà tutte le altre delicate fragranze di umili violette, di rose, di gigli e il vostro esame non avrà buon fine… non avrà un buon esito.
Questo paragone è molto semplice, molto comprensibile.
SIATE COSCIENTI CHE, DURANTE IL GIORNO, DOVETE METTERE QUALCOSA NEL VOSTRO CESTO! UN FIORE AL GIORNO DOVETE METTERLO! SE NON UNO, DUE, TRE… È UN OBBLIGO!!!
Il movimento di raccogliere il fiore e di porlo nel cesto è automatico, ma se non avete il discernimento per cogliere quello giusto, rischiate di portarne uno pieno di erbacce maleodoranti! Sappiate scegliere i fiori giusti! Solo quelli saranno graditi al Signore.
Il cammino della vita vi porta a questa analisi continua, alla ricerca dei fiori preferiti dall’Eterno; solo così potrete essere bene accetti ed entrare nell’Armonia.
Se invece il vostro odorato difetta, potreste raggruppare per una vita, dei fiori ributtanti di cui non sentite il lezzo ma che vi rivelerà di avere sprecato un’esistenza.
La Luce dello Spirito vi guidi per una scelta illuminata e responsabile, in modo che possiate preparare la vostra più accurata e preziosa corbeille al Padre Celeste.

Vi abbraccio caramente e vi saluto,
Salve.

 

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