Il Cristo: il dogma svelato

 

 

Gesù, Luce del mondoLa Divinità stabilì di riprodursi nel Tempo, e sotto forme umane.
Radiò il Centro: Gesù. Divinità perfetta: assimilò quel quantitativo fluidico, eterico, atto a riprodurre forma.
Distacco apparente di un Raggio dal Centro:
La Corrente divina rimase pur sempre allo stato primo di Potenza. Fece piccola la forma per manifestarsi in un primo tempo; e non prese già dalla Donna corpo organico, ma quel quantitativo di energia materiale idoneo a riprodurlo in forma concreta.
Si compose la Nascita come un fatto naturale, umano, ma il Parto non fu organico, fu eterico: la Vergine è madre.
Bada bene: i genitori, cioè i custodi, andarono alla Sua ricerca; non lo trovarono in un primo momento, poiché Egli già aveva scomposto il Suo corpo fluidico. Lo ritrovarono poi e lo condussero nelle adiacenze della casa. Che avvenne? Il Mistero si iniziò.
Ascese Egli alle superne sfere, pur restando in contatto coi “custodi”, e poi, nella data segnata, ritornò per la predicazione. Durante la quale dava alla forma, a seconda delle circostanze, maggiore o minore densità.
(La Guida di Luce, il Maestro, rivolgendosi a G. Trespioli dice):
Dio poteva evitare il soffrire? Su ciò ti fu già risposto e ripeto:
No, compì intera la Redenzione, assoggettandosi ai dolori sensibili del corpo umano e, in quegli attimi del Suo soffrire, fece conoscere agli uomini la Legge della Vita; con le Sue stesse espressioni, che non erano di debolezza, ma erano conferma della Sua Divinità.
«Padre, allontana da Me questo calice»: non già per Sè Egli chiedeva aiuto al Padre, ma per l’umanità di cui vedeva il dolorare futuro; non a Lui fossero tolti il soffrire e la morte, ma fosse tolto all’Umanità di consumare il deicidio.
Si mostrò divino quando fu condotto al governatore; ed alla domanda «Tu sei Figlio di Dio?» «Tu lo dici», rispose; e fu alta Verità che brucia e consuma.
Espressione d’Amor divino sul Golgota e, allorché fu percosso, pregò:
«Padre, perdona loro perché non sanno quello che si fanno». Il che significa che Egli, pur potendo incenerire gli uomini, volle, sopportandoli, rendere manifesta la legge dell’evoluzione ed insegnare che coloro i quali ignorano la Legge avranno giudizio secondo, ma primo chi la offende conoscendola. (La conoscenza determina maggiore responsabilità. N.d.r.)
La Divinità si espresse nel sussulto di tutti gli elementi della natura, che si scossero nelle loro energie, allorquando il distacco (la morte) ruppe i legami della materia per l’Ascesa all’Alto Centro... Gesù fu la Divina Espressione della Legge: la stabilì, la coordinò, diede agli uomini il riscatto del Suo stesso sangue, che è Vita di tutte le vite.
E ancora: la Divinità si manifestò nel Suo puro linguaggio col «Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio»; e qui va intesa la vita materiale degli esseri, che Cristo pure osservò ed ai suoi fece osservare; l’insegnamento non si riferisce soltanto alle gabelle ed ai balzelli; esso è più profondo:
Date alla Materia quel che è della Materia, allo Spirito quel che è dello Spirito. L’Ideale, l’Anima, la Vita.
Egli venne a riscattare gli Esseri che avevano prevaricato per eccessivo amor di vita.
Stringiamoci in atto di amore e troveremo i benefici massimi per la Vita.

 

O Principio infinito,
Tu che muovi per Tua forza d’Amore Infiniti cieli,
dai a noi la potenziale vitalità per raggiungerTi nel luogo ove Tu sei
in Gloria eccelsa.
Tu sole unico; noi raggi minimi procediamo verso di Te.
Il sudore sanguigno si è tramutato in gloria di cieli
e i palpiti di essi non sono che il ritmo della Tua Gloria Infinita.
O Eterno.
Il monte è scomparso nella Luce radiosa che Tu ci hai inviata,
Ed ecco che al nostro occhio sono giunte le scale infinite.
Noi saliamo verso di Te dall’abisso del Tempo.
Non ci far mancare mai la Tua Luce.


Tratti da “La Vita” di G. Trespioli (ep. 564 e 569).

 


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