È
necessario fare un piccolo preambolo prima di parlare di questo luogo inospitale,
dove vivono serpenti e scorpioni; dove allignano piante spinose e la terra non
produce nulla per mancanza d'acqua.
Quando il dolore della vita con tutte le sue prove ci ha macerati; quando il disgusto d'ogni bassezza umana ci prende e ci fa desiderare qualcosa di più alto e di più vero, allora siamo pronti per la riflessione e la ricerca.
Proprio
la sofferenza ci ha purificati e siamo idonei quindi a distogliere i nostri
occhi e il nostro cuore dal tumulto del mondo per cercare nella solitudine e
nel silenzio qualcosa di... imponderabile... ma di assolutamente
vitale per noi.
Non è a caso che
il Cristo, Esempio per tutta l'umanità, si sia recato nel deserto
dopo essersi sottoposto al battesimo nel fiume Giordano.
Il battesimo era la necessaria
purificazione dopo che un individuo aveva deciso di cambiar vita; gettava il
vecchio e andava con grande speranza verso il nuovo.
Significava il passaggio tra la Legge Mosaica (occhio per occhio) e la nuova
del Cristo (porgi l'altra guancia).
L'entrata nel deserto rappresenta l'uomo-animale che decide, dominando
la materia, di trovare le risposte al senso della vita.
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Egli nel silenzio udrà
quel dolce Suono sconosciuto che molti altri prima di lui hanno udito e che
mormorerà al suo cuore...
“Conosci te stesso!”
Con questo richiamo irresistibile inizierà l'avventura più
entusiasmante per l'Anima: il ritorno agli Infiniti Spazi da cui è
giunta e verso i quali sarà attratta ineluttabilmente, ritrovando la
sua vera e autentica dimensione.